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GLUCOMANNANO (farina di Konjac)

DESCRIZIONE
La pianta Konjac (Amorphophallus konjac K.Koch) è una pianta perenne caratterizzata da un tubero dall’aspetto di una grossa mela, grande fino a 25 cm e che arriva a pesare parecchi chili. A primavera, dal tubero si eleva un’inflorescenza che può arrivare fino a 150 cm.

Glucomannano
Appassito il fiore, dallo stesso punto si sviluppa un’unica foglia frastagliata.
La droga è costituita dal tubero lavorato e polverizzato.

PRINCIPI ATTIVI
Il maggior costituente della farina di Konjac è il glucomannano , polvere bianca, insapore.
Gliucomannano è un nome generico attribuito all’estratto della pianta di Konjac, in realtà è un polisaccaride di glucosio e mannosio esistente in quantità variabili anche in altre piante come l’Aloe e la Piantaggine.

PROPRIETA’
La polvere di glucomannano, a contatto con i liquidi organici dello stomaco, si rigonfia, diventa una massa gelatinosa che non viene assorbita, distende le pareti gastriche, riduce l’assorbimento di lipidi e glucidi e il transito intestinale, impedisce l’accumulo di aria nell’intestino e svolge azione protettiva nei confronti delle mucose.
Nelle diete dimagranti è utile per indurre senso di sazietà preso con almeno due bicchieri di acqua prima dei pasti ( 1-2 g a dose).
Per ridurre l’assorbimento di lipidi e glucidi nelle percolesterolemie o nel diabete può essere assunto durante i pasti.
In caso di colon irritabile, stitichezza e diverticolosi va assunto alla fine del pasto.
In ogni caso chi assume questo tipo di fibre deve bere almeno due litri di acqua al giorno.

EFFETTI COLLATERALI
Il glucomannano è una polvere inodore e non presenta alcuna tossicità.
Attenzione deve però essere posta alla contemporanea assunzione di farmaci , in quanto ne può essere ridotto l’assorbimento.

 


 

ALGA LAMINARIA

alga-laminariaLe alghe sono organismi vegetali con organizzazione relativamente semplice, unicellulari o con strutture pluricellulari (tallo) filamentose, laminari o cilindriche. Nelle forme di maggiori dimensioni il tallo può presentare organi di ancoraggio, di sostegno e canali cellulari interni.
Tutte le alghe posseggono clorofilla per la fotosintesi, oltre a pigmenti accessori caratteristici che permettono di distinguerle in alghe azzurre (cianofite), alghe brune ( feofite), alghe rosse ( rodofite), alghe gialle (xantofite), algle verdi ( clorofite).
Le laminarie sono alghe brune caratterizzate dall’alto contenuto di algina, da cui viene estratto,per lisciviazione, l’acido alginico.

PRINCIPI ATTIVI
Il maggior componente delle alghe laminarie è l’acido alginico.
L’acido alginico è un polimero lineare, costituito da residui dell’acido mannuronico legati tra loro in modo da lasciare in ogni unità un carbossile libero. La lunghezza della catena dipende essenzialmente dallo stato di maturazione dell’alga. L’acido alginico è insapore, insolubile in acqua fredda, ma soprattutto è capace di assorbire fino a 200 -300 volte la suo massa, dando origine a masse gelatinose.

PROPRIETA’
Per la caratteristica di assorbire grandi quantità di acqua, l’acido alginico viene utilizzato , in capsule o in polvere, per ridurre il senso di fame, in quanto viene anticipata la sensazione di stomaco pieno.
Spesso viene associato ad altri estratti vegetali, come l’arancio amaro pericarpo, il tarassaco, il thè verde, come integrazione di piani alimentari ristretti.
Per tale indicazione è consigliabile assumere l’acido alginico 15-30′ prima dei pasti con abbondante acqua.

EFFETTI COLLATERALI
Dalla letteratura non risultano particolari controindicazioni all’uso dell’acido alginico, tuttavia può essere utile assumerlo a distanza di almeno due ore dagli altri farmaci somministrati per bocca, per evitare interferenze con il loro assorbimento.

 


 

TARASSACO

tarassacoÈ una pianta erbacea e perenne, di altezza compresa tra 3 e 9 cm. Presenta una grossa radice a fittone dalla quale si sviluppa, a livello del suolo , una rosetta basale di foglie munite di gambi corti e sotterranei.
Le foglie sono semplici, oblunghe, lanceolate e lobate, con margine dentato (da qui il nome di dente di leone) e prive di stipole.
La fioritura avviene in primavera ma si può prolungare fino all’autunno.

fioreDa ogni fiore si sviluppa un achenio, frutto secco indeiscente, privo di endosperma e provvisto del caratteristico pappo: un ciuffo di peli bianchi, originatosi dal calice modificato, che, agendo come un paracadute, agevola col vento la dispersione del seme, quando questo si stacca dal capolino.
Il tarassaco cresce spontaneamente nelle zone di pianura fino a un’altitudine di 2000 m e in alcuni casi con carattere infestante. È una pianta tipica del clima temperato e, anche se per crescere non ha bisogno di terreni e di esposizioni particolari, predilige maggiormente un suolo sciolto e gli spazi aperti, soleggiati o a mezzombra. In Italia cresce dovunque e lo si può trovare facilmente nei prati, negli incolti, lungo i sentieri e ai bordi delle strade.

PRINCIPI ATTIVI
La droga è costituita essenzialmente dalla radice. Le foglie e i fiori sono utilizzati soprattutto in cucina come insalate o bolliti.
La foglia contiene particolarmente:
derivati di acido taraxinico (sesquiterpenlactone)
triterpeni e steroidi
flavonoidi (glicosidi dell’apigenina e della luteolina)
vitamine (B1, B2, C, E)
La radice è particolarmente ricca di:
sesquiterpenlactoni
acido taraxinico e taraxacolide
triterpeni e steroidi
taraxacosidi

PROPRIETA’
Data la presenza dei principi amari indicati, il tarassaco svolge attività coleretica, colagoga, eupeptica e stomachica. Svolge inoltre attività diuretica e preventiva di calcoli renali.
Questa pianta trova indicazione nella dispepsia, nei disturbi del fegato e delle vie biliari, nelle condizioni di ritenzione idrica.

EFFETTI COLLATERALI
I preparati a base di tarassaco sono controindicati in caso di occlusione dei dotti biliari, calcoli nella cistifellea, in quanto favoriscono la motilità della colecisti, ed in soggetti sofferenti di ulcera peptica in quanto stimolanti delle secrezioni gastriche.
Non sono noti studi clinici controllati in donne in gravidanza e duratte l’allattamento; in conformità con la classe medica generale, il prodotto non deve essere impiegato senza prima aver sentito il parere del medico.

 


 

ORTHOSIPHON

ORTHOSIPHONL’Orthosiphon ( Orthosiphon stamineus Berth.) è un arbusto erbaceo della famiglia delle Lamiacee. E’ diffuso nel sud-est asiatico e in alcune parti dell’Australia tropicale. La droga (la parte della pianta da cui si estraggono i principi attivi) è costituita dalle foglie e dalle sommità cauline, raccolte poco prima della fioritura ed essiccate.
Viene chiamata anche “the di Giava” o “baffi di gatto” per i lunghi stami che fuoriescono dalla corolla dei fiori.

PRINCIPI ATTIVI
A tutt’oggi si distinguono tre tipi di componenti:
flavoni lipofili
olio essenziale di costituzione complessa ( sesquiterpeni precursori di composti terpenici)
sali minerali rappresentati soprattutto dal potassio (30%).
Gli effetti salutistici probabilmente sono il risultato di una azione congiunta dei costituenti il “fitocomplesso” come spesso si riscontra in fitoterapia.

PROPRIETA’
L’Orthosiphon trova indicazione nelle affezioni di natura batterica ed infiammatoria delle vie urinarie discendenti , nella renella e nella ritenzione idrica, come coadiuvante nell’ipertensione.
L’azione diuretica del The di Giava è stata ripetutamente dimostrata anche in clinica grazie al confronto dei parametri di controllo quali l’aumento del volume di urina escreto e della quantità di urea, acido urico, cloruri, sodio.
Le foglie di questa pianta, per la presenza di flavoni polimetossilati lipofili, svolgono una potente azione antiossidante contrastando i radicali liberi, vere e proprie tossine che fanno invecchiare l’organismo più velocemente.
Il fito-complesso di Orthosiphon favorisce inoltre il riassorbimento dei liquidi extra-cellulari, trovando opportuna utilizzazione nei casi di sovrappeso con cellulite.

EFFETTI COLLATERALI
Dalla letteratura internazionale non risultano controindicazioni all’uso di Orthosiphon né interazioni con altri prodotti.
Tuttavia, in via prudenziale, è sconsigliato l’uso di Orthosiphon in presenza di edemi dovuti a ridotta attività cardiaca o renale.

ACEROLA

AcerolaDescrizione
L’Acerola ( Malpighia glabra) è una pianta originaria del Sudamerica e della zona tropicale delle Antille. Viene coltivata soprattutto in Brasile. E’ un arbusto o un piccolo albero che può raggiungere anche i cinque metri di altezza. Il clima ideale è quello tropicale e predilige i terreni sabbiosi o argillosi. Le foglie sono dapprima rossastre per poi diventare di colore verde scuro. Il frutto dell’Acerola è ovale, con dimensioni di 1-2 cm, colore rosso intenso (giunto a maturazione), sapore acidulo, morbido, succoso, con una buccia sottile e un grosso seme all’interno. I frutti vengono raccolti ancora verdi: la concentrazione di vitamina C diminuisce con la maturazione del frutto. Dai frutti, tolto il nocciolo, si ricava il succo che viene concentrato, essiccato e polverizzato fino ad ottenere un estratto con un altissimo contenuto di vitamina C.

Principi attivi
La sostanza funzionale presente in maggiore quantità nell’Acerola è la Vitamina C. I frutti dell’Acerola contengono anche vitamine B1, B2, B3, B5, B6, provitamina A e vari sali minerali tra cui ferro, calcio, fosforo, potassio, magnesio; contengono il doppio di magnesio e di acido pantotenico rispetto alle arance e quasi la stessa quantità di provitamina A delle carote.
I frutti dell’Acerola sono ricchissimi anche di bioflavonoidi che hanno un’azione sinergica alla vitamina C. In natura, accanto all’acido ascorbico ( vitamina C1) troviamo associato costantemente un altro fattore (vitamina C2): insieme, queste molecole formano il complesso C, la vera sostanza ad azione vitaminica.

Proprietà
L’attività farmacologica dell’Acerola è quella caratteristica della vitamina C e delle altre sostanze antiossidanti presenti nel frutto. Nel caso della insufficienza venosa,l’Acerola è particolarmente indicata per prevenire e combattere, in associazione ai Bioflavonoidi, le alterazioni strutturali della parete interna dei vasi venosi.

Effetti collaterali
Dalla letteratura scientifica non risulta alcuna controindicazione e nessun effetto indesiderato alle dosi raccomandate.

 


 

CENTELLA ASIATICA

centellaDescrizione
La Centella Asiatica (Hydrocotile asiatica) è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Ombrellifere, spontanea in luoghi umidi delle regioni tropicali e sub-tropicali. Si differenzia dalle altre ombrellifere in quanto si presenta con fusto strisciante, lunghi stoloni, foglie paminervie lungamente picciolate, rotondeggianti o reniformi, di colore giallo-verde, con margine dentellato. IL picciolo è tipicamente sottile, espanso alla base e negli esemplari esposti al sole assume colore rosso. I fiori sono rosso violacei, piccoli, sessili, circondati da brattee, riuniti in ombrelle. I frutti sono dei piccoli acheni di colore bruno scuro co 7-9 coste.

Principi attivi
La droga della Centella è rappresentata dalle parti aeree ( foglie, piccioli e stoloni). Ricca in tannini, resina, flavonoidi, olio essenziale ma soprattutto da saponine e composti triterpenici. L’estratto totale triterpenico è costituito asiaticoside(40%),acido madecassico (30%), acido asiatico (30%).
Per uso orale normalmente si adopera l’estratto fluido, la Tintura Madre per la preparazioni per uso locale.

Proprietà
La Centella Asiatica viene utilizzata per il trattamento degli stati varicosi e della relativa sintomatologia ( senso di peso degli arti inferiori, edema ortostatico, dolore, crampi notturni, prurito agli arti inferiori), dell’insufficienza venosa cronica e delle complicanze delle varici ( varicoflebiti, ulcere varicose, alterazioni del trofismo cutaneo).
La farmacocinetica dei componenti della Centella evidenzia che l’asiatoicoside e gli acidi asiatico e madecassico risultano ben assorbiti dopo una singola somministrazione e non si osservano riduzioni nella biodisponibilità sistemica di principi attivi in somministrazione ripetuta, a garanzia dell’attività del prodotto anche in trattamenti di lunga durata.
La frazione triterpenica della Centella Asiatica favorisce una normalizzazione del connettivo perivascolare che favorisce il mantenimento del tono e dell’elasticità della parete vascolare venosa. Attraverso una riduzione della stasi ematica e della permeabilità endoteliale (azione antiedematosa), la Centella ripristina un normale equilibrio fra La circolazione capillare e venosa e trofismo tissutale, intervenendo sulla principale componente fisiopatogenetica dell’insufficienza venosa e della sindrome varicosa.

Effetti collaterali
Dalla letteratura scientifica, la Centella asiatica risulta essere ben tollerata ,salvo essere controindicata nei soggetti con comprovata ipersensibilità alle Ombrellifere (Apiaceae).
La frazione triterpenica di Centella risulta priva di attività teratogena o di altri effetti negativi sulla gravidanza e l’allattamento. Tuttavia, poiché non sono noti studi clinici controllati sul fitocomplesso totale di Centella asiatica, in conformita con la prassi medica generale, il prodotto noin deve essere utlizzato in queste condizioni senza prima aver dentito il parfere del medico.


 

IPPOCASTANO

ippocastanoDescrizione
L’ippocastano (Aesculus hippocastanum) è un grande albero, alto fino a 25 m, con chioma ampia e folta. Le foglie sono caratteristiche, palmato composte, con 5-7 penne, delle quali la centrale, più sviluppata, ha margine dentato. I fiori formano vistose pannocchie erette, con petali bianchi con macchie rosse o rossi. La fioritura si ha in aprile-maggio. Il frutto è una capsula tonda, con pericarpo spinoso, contenente da uno a quattro semi di color marrone con una grande macchia bianca basale.

Principi attivi
Fino a quando non è stata pubblicata la lista BEL-FR-IT* (aprile 2014) negli integratori di origine vegetale potevano essere utilizzati solo corteccia, fiori, foglie, gemme. Attualmente, invece, è possibile utilizzare come droga, anche negli integratori, solo i semi. I semi contengono flavonoidi, glucosidi cumarinici ( esculina, esculetina, scopolina,fraxina), glicosidi flavonoidici e soprattutto saponine triterpeniche tra cui l’escina, alla quale soprattutto sono attribuite la proprietà terapeutiche.

Proprietà
L’estratto secco dei semi di ippocastano viene utilizzato , sia per uso orale che per uso locale, per il trattamento delle flebopatie degli arti inferiori ( insufficienza venosa cronica) caratterizzata da pesantezza delle gambe, crampi notturni, prurito e gonfiori.
L’escina sembra ridurre l’esaltata attività degli enzimi lisosomiali nelle flebopatie croniche, cosicché viene impedita la demolizione del rivestimento glicoproteico all’interno della parete capillare.
Con la diminuzione della permeabilità vasale, viene impedita l’essudazione di frazioni proteiche a basso peso molecolare, di estratti e di acqua negli spazi estra-vasali.
IL meccanismo d’azione dell’ippocastano semi viene così riassunto da Zepernick: “ esso risiede in una accelerazione della velocità di circolazione ematica con contemporaneo aumento del reflusso venoso e del tono delle anastomosi artero-venose. L’escina sviluppa una lieve attività spasmolitica, antiflogistica ed antiedematosa. La influenza sugli eventi tromboembolici nonè certamente da attribuire a processi anticoagulanti ma circuitodinamici.”
Il dosaggio medio giornaliero è di 30-150 mg.
L’ assorbimento di escina è limitato ma rapido così come l’eliminbazione /1/3 per via biliare, 2/3 per via renale). Per questo motivo possono essere utili somministrazioni ripetute nella giornata Non dà accumulo negli organi.

Effetti collaterali
In alcuni casi, dopo somministrazione orale, si verificano prurito, nausea, disturbi gastrici. Per tale motivo è consigliabile assumere prodotti a base di estratti di ippocastano dopo i pasti o in forme gastro resistenti.
L’escina possiede proprietà irritanti locali data la elevata tendenza a legarsi a sostanze proteiche e lipidiche, alterando la struttura delle membrane cellulari. Per questo motivo nei preparati per uso topico si preferisce usare escina liposomiale o associare lipidi ad alto contenuto di insaponoficabile.
Dalla letteratura non risultano controindicazioni particolari all’uso di estratti di ippocastano né vengono evidenziate interazioni con altre sostanze.


 

MELILOTO

melilotoDescrizione
Il meliloto (melilotus officinalis) è una pianta erbacea annuale, bienne o perenne, alta circa 80 cm:, con il fusto cavo, ramificato e piuttosto esile e sottile, coperto da foglie alterne composte da tre foglioline tipicamente lanceolate, terminanti con un margine dentellato. I fiori, odorosi e raggruppati in racemi ascellari, appaiono molto piccoli, numerosissimi, color giallino; solo di rado, la corolla è venata da strisce bluette o lillà. 
IL melilotus officinalis appartiene alla famiglia delle Leguminose. I frutti del meliloto sono legumi: i baccelli, gialli o brunastri, appaiono globulosi, eretti, e racchiudono al loro interno un paio di semi.
Principi attivi
In fitoterapia, della pianta di meliloto si utilizzano le sommità fiorite e le foglie: le parti aeree contengono soprattutto cumarine (0,4-1%), in particolare 5,6-benzo-β-pirone, melilotina, glucosidi cumarinici dell’acido o-idrossi cinnamico (melilotoside), flavonoidi (kaempferolo, quercetina), molecole terpeniche, saponine, melilogenina (sostanza derivata dall’oleanene) e tannini.

Proprietà
L’attività principale del meliloto viene sfruttata essenzialmente per contrastare l’insufficienza venosa e linfatica.
Nella medicina popolare, il gradevole ed aromatico infuso di meliloto era impiegato come rimedio contro le cefalee e per facilitare la digestione. 
Recenti studi hanno osservato anche un’attività antireumatica – seppur blanda – associata al meliloto (applicazione topica).
I maggiori rappresentanti del fitocomplesso di meliloto sono le cumarine le quali stimolano il sistema reticolo endoteliale e nel contempo potenziano l’attività proteolitica dei macrofagi. La maggiore fluidità del sangue risulta essere il risultato dell’azione proteolitica sulle proteine ematiche e non tanto del rallentamento della coagulazione.
L’applicazione topica di estratti di meliloto è utile nella cura di edemi (ad eziologia flogistica) e nel trattamento della fragilità capillare: queste attività sono rese dal miglioramento del ritorno venoso e della circolazione linfatica, nonché dalla diminuzione della permeabilità della parete dei vasi (virtù antinfiammatoria ed antiedematosa).
Il meliloto trova pertanto applicazione nel trattamento di emorroidi, varici,stasi linfatiche, ulcere degli arti inferiori e tromboflebiti.

Tossicità
A dosi terapeutiche ( 10-30 mg/die di cumarine), il meliloto non provoca effetti collaterali ad ogni modo, la sua assunzione è sconsigliata in caso di ipersensibilità accertata o presunta ad uno o più costituenti chimici del fitocomplesso.
Quando si abusa dell’estratto di meliloto, il paziente può lamentare nausea, mal di testa. e vertigini.

Preparati officinali
La Farmacia Bacci propone i seguenti preparati officinali a base di Meliloto, in associazione ad altri estratti vegetali, come coadiuvanti nel trattamento di problematiche venose e linfatiche.
CAPSULE:
Meliloto, ippocastano, centella, rusco. 50 cps
GEL USO TOPICO
Meliloto e ippocastano gel 100ml
Meliloto e centella gel 100 ml
Meliloto e rusco gel 100 ml


 

RUSCO

il-ruscoDescrizione
Il rusco ( Ruscus Aculeatus) è una pianta legnosa, perenne, sempreverde della famiglia delle Liliacee, alta fino a 80cm., diffusa in Europa e in Medio-oriente
E’ un suffrutice con foglie ridotte a squame; i fiori sono verdi e il frutto è una bacca sferica rossa. Dal rizoma si dipartono polloni eretti, ramosi e rigidi.
I rami inferiori sono cilindrici, i rami superiori sono trasformati in lamine ovali e spinose, simili a foglie.

Principi attivi
La droga è costituita dal rizoma essiccato, raccolto in autunno.
I principi attivi sono dei saponosidi come la neo-ruscogenina e la ruscogenina e dei flavonoidi come il rutoside.

Proprietà
La droga di rusco trova applicazione nel trattamento dei sintomi dell’insufficienza venosa cronica, quali dolori, senso di stanchezza e pesantezza delle gambe, formicolio e gonfiore.
Può essere utilizzata nel trattamento dei sintomi associati alle emorroidi, come prurito e bruciore.
I risultati sono il frutto dell’azione vasocostrittrice esercitata sulla fascia muscolare dei vasi venosi.
Le ruscogenine trovano impiego anche nel campo cosmetico per controllare certi inestetismi quali la cellulite e la couperose.
La dose media giornaliera per gli adulti è di 7-10 mg di ruscogenine totali, per via orale.

Effetti collaterali
Non risultano controindicazioni né effetti tossici riferibili all’uso di estratti di rusco.
Non sono riferite interazioni tra estratti di rusco ed altri prodotti sia naturali che di sintesi.
In conformità con la prassi medica generale, il prodotto non deve essere assunto durante la gravidanza o l’allattamento senza prima avere sentito il parere del medico.


 

VITE ROSSA

vite-rossaDescrizione
La vite rossLa vite rossa è una pianta originaria dell’Europa meridionale e dell’Asia occidentale, attualmente presente in tutti i continenti ad eccezione dell’Antartide. È Coltivata nelle regioni calde temperate di tutto il mondo per il frutto e per la produzione di vino. La vitea rossa (Vitis vinifera) è un arbusto rampicante irregolare, con ramificazione rada ma molto sviluppata in lunghezza, anche diversi metri. Il fusto è contorto e irregolare. I rametti giovani, spesso pelosi, hanno, dalla parte opposta alla foglia, un cirro che permette alla pianta di attaccarsi ai sostegni. Le foglie lobate decidue, dal margine irregolarmente dentato, alla fine del loro ciclo vitale, perdono la normale colorazione verde, acquisendo il tipico colore rosso, prima di staccarsi e cadere.
I fiori sono riuniti in infiorescenze a pannocchia, dapprima erette, poi pendule. Il frutto è una bacca chiamata acino, tipicamente riunito in grappoli, conosciuti col nome uva. Il colore della bacca matura varia, secondo il vitigno, dal verde al giallo, dal roseo al rosso-violaceo, dal nero o al nero-bluastro, ma l’intensità e la tonalità del colore può variare anche in funzione delle condizioni ambientali, in particolare l’illuminazione.

Principi attivi
I principi attivi contenuti nelle foglie raccolte in autunno, quando assumono sfumature rosseggianti, da cui trae origine il termine “vite rossa”, appartengono alla categoria dei polifenoli, in particolare dei bioflavonoidi (antocianidine e proantocianidine), e svolgono un’intensa attività antiossidante e antinfiammatoria.Anche i semi e la buccia degli acini contenendo un fitocomplesso ricco di flavonoidi, antocianine, acidi grassi polinsaturi e vitamina P.

Proprietà
L’ azione più importante dei polifenoli e dei bioflavonoidi è quella tonica e vasoprotettrice, diretta al sistema circolatorio, dove influenzano positivamente la permeabilità vasale, impedendo edemi e gonfiori. Anche i le antocianine, gli acidi grassi polinsaturi e la Vitamina P svolgono un’azione utilissima nell’insufficienza veno-linfatica, nelle patologie cardiovascolari e per quei disturbi che implicano problemi circolatori agli occhi, in particolare a livello della rètina. La vite rossa perciò è indicata in tutte le forme di vene varicose, flebiti, fragilità capillare, couperose, edemi, emorroidi, cellulite, ritenzione idrica, stasi ematica e pesantezza agli arti inferiori.

Effetti collaterali
Non risultano casi di effetti indesiderati o interazioni con altre sostanze.


 

INVERNO STAGIONE DI VIRUS E BATTERI

inverno Nel periodo invernale il sovraffollamento in locali chiusi, la ridotta capacità di protezione da parte delle mucose possono favorire l’insorgenza di infezioni batteriche e virali.
Contemporaneamente le allergie, le tonsilliti, l’aria surriscaldata, i corpi estranei possono essere causa di tosse.

La FARMACIA BACCI, allo scopo di alleviare i fastidi provocati dalle forme di raffreddamento, propone le sue preparazioni:

ECHINACEA COMPOSTA

Echimacea Capsule a base di piante con le seguenti proprietà:

Betaglucano:immunostimolazione;
Echinacea: naturali difese dell’organismo; funzionalità delle prime vie respiratorie.
Astragalo:naturali difese dell’organismo.
Uncaria: naturali difese dell’organismo.
Rame: contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario.

 


 

PROPOLI COMPOSTO

Ribes Capsule a base di:

Ribes nero: funzionalità del microcircolo. Benessere di naso e gola.
Propoli: benessere prime vie respiratorie.
Salice bianco: regolarità del processo di sudorazione.
Spirea ulmaria: regolarità del processo di sudorazione e infiammazione.

 


 

ALTEA

Althea Soluzione orale composta da:
Funzionalità delle mucose dell’apparato respiratorio. Benessere della gola.
Balsamo del tolù:espettorazione prime vie respiratorie.


 

POLIGALA

Poligala Funzionalità delle prime vie respiratorie.
Balsamo del tolù:espettorazione prime vie respiratorie.

 


 

DROSERA

drosera Balsamo del tolù: espettorazione prime vie respiratorie.
Drosera: fluidità delle secrezioni bronchiali. Azione emolliente e lenitiva ( mucosa orofaringea) e tono della voce.

 


 

GRINDELIA

Grindelia Grindelia: effetto balsamico. Azione emolliente e lenitiva ( mucosa orofaringea) e tono della voce. Funzionalità delle prime vie respiratorie.
Rosa canina: antiossidante.
Ribes nigrum: funzionalità del micro-circolo. Benessere di naso e gola.

 


 

sovrappeso

SOVRAPPESO E OBESITA’

Negli ultimi anni il sovrappeso e l’obesità hanno raggiunto dimensioni quasi epidemiche.
Come conseguenza stiamo assistendo ad un incremento notevole di patologie correlate, quali:

  • Diabete tipo II
  • Malattie cardio-circolatorie
  • Ipertensione
  • Malattie respiratorie ( Apnea nel sonno)
  • Alcune forme di Cancro
  • Problemi psicologici
  • Alterazione della qualità della vita.

Il fattore di rischio è influenzato dalla quantità relativa di peso in eccesso, dalla localizzazione del grasso corporeo, dalla quantità di attività fisica.
Fortunatamente, la maggior parte di questi problemi può essere migliorata con un calo di peso relativamente modesto (10-15%), soprattutto se associato ad un incremento della attività fisica.
Il metodo più comune per valutare se si è in sovrappeso o obesi è il calcolo dell’IMC (Indice di Massa Corporea), che si ricava dividendo il peso per il quadrato dell’altezza.
Valori compresi tra 18,5 e 25 vengono attribuiti al peso-forma.
I soggetti che presentano un IMC compreso tra 25 e 30 vengono considerati in sovrappeso; oltre 30 di IMC si parla di obesità.
L’IMC, tuttavia, non fornisce informazioni sulla distribuzione del grasso nel corpo. Questa è un’informazione importante, perché un eccesso di grasso addominale può avere conseguenze in termini di problemi di salute, e può essere facilmente ricavata dalla determinazione della circonferenza vita.
Se la circonferenza della vita è superiore a 94-102 cm nell’uomo e 80-88 nella donna, significa che i soggetti hanno un eccesso di grasso addominale e sono maggiormente a rischio di incorrere in problemi di salute anche se il loro IMC è più o meno nella norma. La misurazione della circonferenza della vita divide le persone in due categorie: androide, a mela, e ginoide, a pera. I soggetti con una distribuzione del tessuto adiposo di tipo androide hanno la maggior parte del grasso corporeo intraddominale e localizzato intorno allo stomaco e al petto e sono maggiormente a rischio di sviluppare malattie collegate all’obesità. Gli individui con una distribuzione del grasso di tipo ginoide hanno la maggior parte del grasso corporeo localizzata intorno ai fianchi, alle cosce e al sedere.
Gli uomini obesi hanno maggiore probabilità di essere “mele”, le donne “pere”.

A parte cause specifiche, come predisposizione genetica, alterazioni endocrine, disturbi del comportamento alimentare, si aumenta di peso quando le calorie introdotte con cibi e bevande superano quelle utilizzate; viene così meno l’equilibrio tra entrate ( vivande) e uscite ( metabolismo basale, attività fisica).
Per recuperare o mantenere un peso corretto, la strada maestra è quella di adottare corretti comportamenti alimentari avendo cura per la composizione della dieta, evitando porzioni abbondanti, piatti ipercalorici, rinunciando a superalcolici ed altre fonti di calorie vuote.
Ma non basta! E’ fondamentale svolgere regolarmente moderata attività fisica.
Infine, solo in un piano alimentare corretto, per raggiungere il peso forma, può essere di aiuto l’uso di integratori alimentari.